Il principio fisico

Il principio fisico che abbiamo già accennato nel post precedente quindi è legato al carbone.

Questo materiale infatti possiede la proprietà di variare la sua resistenza elettrica al variare della pressione cui è sottoposto, in particolare di ridurla all' aumentare della pressione ed incrementarla al diminuire di essa. 

Microfono di Hughes


Questo microfono è realizzato disponendo ortogonalmente su una delle facce di una tavoletta in legno, due cilindretti di carbone verso le cui estremità libere sono presenti due incavi, nei quali è alloggiato un terzo cilindretto di carbone, appuntito alle due estremità, senza possibilità di fuoriuscita dagl’incavi.

I contatti negl’incavi devono essere molto soffici in modo da consentire al cilindretto di carbone appuntito di muoversi alla minima azione esterna. 
Questo microfono viene inserito in serie in un circuito nel quale sono presenti anche una pila e un ricevitore telefonico.




Quando si parla davanti alla tavoletta di legno, che ha anche funzione di cassa di risonanza, le onde sonore causano vibrazioni del cilindretto di carbone appuntito, producendo così, la variazione di  pressione nei punti di contatto degl’incavi. In tal modo la corrente che fluisce nel ricevitore viene modulata in modo sincrono alle vibrazioni prodotte dalla voce, inducendo la lamina del ricevitore telefonico a riprodurre le medesime vibrazioni e quindi la stessa voce.

 



Si tratta di un microfono molto sensibile a tal punto che si riesce a sentire anche il battito di un orologio. Infatti, stante i soffici contatti tra i tre carboni, le onde elettromagnetiche sono in grado, data la loro alta frequenza, di produrre, nei punti di contatto, microscopiche scintille che chiudono il circuito del coherer*, attivando la cuffia. Al cessare delle onde elettromagnetiche le scintille non scoccano più e perciò l’apparecchio si decoherizza automaticamente. 




*Il coherer (in italiano coesore) è un dispositivo che, consentendo di rivelare il passaggio di    una radiofrequenza, permetteva altresì l'individuazione di onde elettromagnetiche.
Dopo la ricezione di un’onda il coherer deve essere “decoherizzato” per essere capace di segnalare l’arrivo di una seconda onda.

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